La guardava mentre dormiva,pensando che con quella bocca simile ad una rosa un po’ aperta e quegli occhi dolcemente chiusi,sembrava un angelo venuto solo per lui. Erano anni che si chiedeva come potesse lei, la bellissima ed irraggiungibile Lily,aver scelto proprio lui tra i tanti ragazzi che popolavano Hogwarts ai tempi della scuola. Eppure lei era stata felice di accoglierlo al suo fianco per sempre; se l’erano promesso davanti a tutti e a Dio poche ore prima,del resto. Era la mattina,circa le 5,della loro prima notte di nozze. Era stata una serata ‘movimentata’,ma alla fine la piccola rossa non c’è l’aveva fatta,ed era crollata,abbracciata al suo principe Serpeverde, il suo amato Scorpius,che non aveva rinunciato ad accarezzarle i morbidi capelli un solo minuto. Era fortunato,molto. Mentre la osservava,un sorriso spontaneo gli sorse sulle labbra,ripensando a come si fosse lentamente ed inesorabilmente innamorato di lei,prima odiandola,e poi cadendo nella sua trappola,come chiunque l’avesse conosciuta. Ricordò di come si sbeffeggiavano ed insultavano; erano sempre Potter e Malfoy,due famiglie che,a malincuore (per i padri) si erano dovute unire per l’amore dei due ragazzi. La prima volta che avevano fatto l’amore era in stanza di lui,al sesto anno a scuola. Lui, casanova e donnaiolo,aveva avuto altre,molte esperienze con ragazze di ogni casa,mentre lei era piccola,dolce e pura. ‘Aspettava il vero amore’,si disse Scorpius tra sé e sé. E l’aveva trovato,su quello c’era da giurarci. Quella prima,sognata notte d’amore lei tremava,sotto le mani esperte di lui,mentre gli riversava fiduciosa tutto l’affetto e la gratitudine che gli doveva. Anche lui aveva da ringraziarla. L’aveva cambiato,l’aveva reso una persona diversa e migliore,capace di amare davvero,di provare sentimenti che non fossero d’odio verso il temuto cognome che portava e di superiorità verso il mondo. Inutile dire che tutto gli era sorto dentro per il comportamento del suo severo padre,Draco,conosciuto come ‘Principe delle Serpi’,colui che non era riuscito ad uccidere Silente,ma che aveva assistito a rinascita e caduta del Signore Oscuro. <<ti amo,Lily Luna Potter. Lo farò per sempre,lo prometto sul mio amore per te>> sussurrò dandole un lieve e dolce bacio sulle labbra,mentre lei,muovendosi nel sonno,l’abbracciò,senza neanche farlo apposta. Scorpius sorrise.
amore, sei una vic's perfetta! che tenero scorps, la loro prima notte di nozze 'w' bravaaaaaa <3
non è pazzia, fratello. geometria.
non sono pazzo, fratello. non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. siamo astuti come animali affamati. non c'entra nulla la pazzia. e' genio, quello. e’ geometria. perfezione. i desideri stavano strappandomi l'anima. potevo viverli, ma non ci sono riuscito. allora li ho incantati. e a uno a uno li ho lasciati dietro di me. geometria. un lavoro perfetto. tutte le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per una donna, una, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo mai, mai, una notte intera, quando si alzò non fu lei che uscì dalla mia vita, furono tutte le donne del mondo. Il padre che non sarò mai l'ho incantato guardando un bambino morire, per giorni, seduto accanto a lui, senza perdere niente di quello spettacolo tremendo bellissimo, volevo essere l'ultima cosa che guardava al mondo, quando se ne andò, guardandomi negli occhi, non fu lui ad andarsene ma tutti i figli che mai ho avuto. la terra che era la mia terra, da qualche parte nel mondo, l'ho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord, e tu lo ascoltavi e vedevi, vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva, la neve d'inverno, i lupi la notte, quando quell'uomo finì di cantare finì la mia terra, per sempre, ovunque essa sia. gli amici che ho desiderato li ho incantati suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti, tutti, i miei amici amati, quando te ne sei andato, sono venuti via con te. ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del nord crollare vinti dal caldo, ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere gli uomini che la guerra aveva fatto a pezzi, ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite, ho detto addio alla musica, alla mia musica, il giorno che sono riuscito a suonarla tutta in una sola nota di un istante, e ho detto addio alla gioia, incantandola, quando ti ho visto entrare qui. non è pazzia fratello. geometria.